Ho ritrovato un articolo uscito sullo speciale fuorisalone di PERSONAL REPORT. Recensisce il nostro Live al Tunnel per ELITA di questa primavera durante il salone del mobile.
…
Per il Fuori Salone l’associazione Elita porta gli Ah, Wildness! al Tunnel Club. Ci arrivia-mo distrutti, ma usciamo esaltati dal loro Groove!
Non credo ci si possa aspettare di sentire buona musica al Fuori Salone. Invece succede. Succede che ti trovi al Tunnel dopo una giornata passata a trangugiare drinks e fingere di capirci qualcosa di design e come entri capisci che sul palco qualcuno si sta divertendo. Perché è proprio questo il punto, la maggior parte delle band oggi suona ma non si diverte, nell’era di Myspace tutti hanno una band, tutti registrano e si fanno belli prima di uscire ma pochi si divertono. Gli Ah, Wildness! sì, loro si divertono. Sono in cinque più un sassofonista e ci provano e ci riescono a farti ballare con il loro indie rock — perché di questo ahimè si tratta. La parola che ho più ripetuto parlando di loro è groove. Si mescolano funk, soul e indie dell’ultim’ora in un pot pourri di canzoni che non luccicano di originali-tà ma che possono, come fanno, farti divertire. La spinta e il carattere delle chitarre è forte, anche se sulla tastiera di una SG le dita di chi canta, in questo caso una bella ragazza, non risultano convincenti, ma forse non devono. La vera forza trascinante viene dalla sezione ritmica, basso e batteria vanno d’accordo, non si pestano i piedi e non si rincorrono, sintomo di serietà e competenza musicale. Un frontman chiude il cerchio, contorcendosi nel tentativo riuscito di coinvolgere lo spettatore. Ah, gli Ah, Wildness! possono piacere sia all’indie kid milanese che a suo padre, niente male.

Ho ritrovato un articolo uscito sullo speciale fuorisalone di PERSONAL REPORT. Recensisce il nostro Live al Tunnel per ELITA di questa primavera durante il salone del mobile.

Per il Fuori Salone l’associazione Elita porta gli Ah, Wildness! al Tunnel Club. Ci arrivia-mo distrutti, ma usciamo esaltati dal loro Groove!


Non credo ci si possa aspettare di sentire buona musica al Fuori Salone. Invece succede. Succede che ti trovi al Tunnel dopo una giornata passata a trangugiare drinks e fingere di capirci qualcosa di design e come entri capisci che sul palco qualcuno si sta divertendo. Perché è proprio questo il punto, la maggior parte delle band oggi suona ma non si diverte, nell’era di Myspace tutti hanno una band, tutti registrano e si fanno belli prima di uscire ma pochi si divertono. Gli Ah, Wildness! sì, loro si divertono. Sono in cinque più un sassofonista e ci provano e ci riescono a farti ballare con il loro indie rock — perché di questo ahimè si tratta. La parola che ho più ripetuto parlando di loro è groove. Si mescolano funk, soul e indie dell’ultim’ora in un pot pourri di canzoni che non luccicano di originali-tà ma che possono, come fanno, farti divertire. La spinta e il carattere delle chitarre è forte, anche se sulla tastiera di una SG le dita di chi canta, in questo caso una bella ragazza, non risultano convincenti, ma forse non devono. La vera forza trascinante viene dalla sezione ritmica, basso e batteria vanno d’accordo, non si pestano i piedi e non si rincorrono, sintomo di serietà e competenza musicale. Un frontman chiude il cerchio, contorcendosi nel tentativo riuscito di coinvolgere lo spettatore. Ah, gli Ah, Wildness! possono piacere sia all’indie kid milanese che a suo padre, niente male.